138-Salitudine

scritto da Iviola
Scritto Ieri • Pubblicato 16 ore fa • Revisionato 16 ore fa
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L'asino che portava il sale, Esopo
- Nota dell'autore Iviola

Testo: 138-Salitudine
di Iviola

Non sono avvezza
Alla faccia che ride
Che sorride o che si apre
Da sempre, son seria
Lo studiano, e ne son certa
Nervi più veloci e volti
Una pelle certo sottile

Così mi è facile
Non trattenere il sale
E rimanere quella che sono
Immutabile, incapibile

MI porto due fazzoletti
Uno per spalla
Un po’ dovunque
E pesano, non poi tanto

Come l'asino del sale
Potrei passare nel fiume
Farli sciogliere, farmi sciogliere
Dalle acque amare d’un fiume veloce
Ma ho perso il momento
Ho aspettato troppo

Non sono abbastanza sola
Per ammettere a me stessa
Che oggi e per giorni ancora
Sono l'asino delle spugne
E cammino strascinata
Ho sbagliato i miei conti:
A freddo, avrei voluto
Un silenzio più dolce.

138-Salitudine testo di Iviola
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