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Non sono avvezza
Alla faccia che ride
Che sorride o che si apre
Da sempre, son seria
Lo studiano, e ne son certa
Nervi più veloci e volti
Una pelle certo sottile
Così mi è facile
Non trattenere il sale
E rimanere quella che sono
Immutabile, incapibile
MI porto due fazzoletti
Uno per spalla
Un po’ dovunque
E pesano, non poi tanto
Come l'asino del sale
Potrei passare nel fiume
Farli sciogliere, farmi sciogliere
Dalle acque amare d’un fiume veloce
Ma ho perso il momento
Ho aspettato troppo
Non sono abbastanza sola
Per ammettere a me stessa
Che oggi e per giorni ancora
Sono l'asino delle spugne
E cammino strascinata
Ho sbagliato i miei conti:
A freddo, avrei voluto
Un silenzio più dolce.